• Emanuele Esposito

Domandare è lecito, rispondere è cortesia

Aggiornato il: giu 1




Domandare è lecito, rispondere è cortesia. In gioco c’è la qualità dell’informazione e del dibattito pubblico e, con essi, an- che la democrazia. Come è noto, le moderne democrazie trovano nella libertà e nella completez- za dell’informazione un pilastro fondamentale. Di recente, ho ritenuto oppor- tuno fare il mio dovere di cro- nista cercando di intervistare, con alcune domande inviate via email, uno dei nostri rappresen- tanti al Parlamento Italiano, l’on. Nicola Carè. L’ho fatto sia nei confronti del dibattito pubblico sui temi più importanti che ri- guardano la comunità, che verso coloro che mi ascoltano su Virus. Purtroppo, il nostro Deputato ha preferito non rispondere. L’Onorevole Carè non ha alcun obbligo di rispondere alle mie domande e di prestare orecchio. Al contrario, egli ha la responsabilità di rappresentare tutti noi connazionali elettori della cir- coscrizione estera e contribuire a risolvere le problematiche del- la nostra comunità: del resto lo abbiamo eletto tra i nobiluomini di Palazzo Montecitorio per questo. È un male che i politici non rispondano ai quesiti, anche per- ché non essendoci più ideologie destra/sinistra, fascisti/comuni- sti e così via, negli ultimi anni, un’attenzione sempre maggiore è dedicata all’impegno individuale dei singoli parlamentari. Nell’era “post-ideologica,” colui che oggi è il mio peggior avversario politico, domani po- trebbe essere il mio alleato di go- verno. Alle idee sono subentrate le singole persone, le loro azioni, le loro attitudini. In tale scenario, un ruolo sem- pre più centrale è giocato dai leader di partito. Per questo, le scelte dei nostri rappresentanti sembrano dipendere più dal vo- lere dei loro capie dagli scranni che occupano - che dalla reale condivisione di ideali o di una determinata visione del futuro che miri al bene della comunità. Quindi, meglio stare zitti e rispondere solo alle domande in chiave propagandistica o affidar- si a meravigliose registrazioni via radio senza contraddittorio. Addirittura, qualcuno si è dato ai post su Facebook che narrano,con foto accompagnata da poche righe, di incontri con presidenti e direttori di chissà quale ente o associazione alla solita festa cu- linaria italiana. Aggiungo che il fenomeno è favorito anche da una certa rete di informazione accomodante e amichevole. Chi è alla guida di un organo di stampa o di informazione e non è in linea con i toni del ‘tutto va bene’ della politica e delle isti- tuzioni, non può neanche aspet- tarsi qualche misero contributo erogabile dallo Stato. Altro che informazione: solo servi per pubblicare sul rotocalco gli eroici successi degli uomini di potere. Caro Nicola, domandare è lecito, rispondere è cortesia. E non rispondere non solo si addice al tuo fare, ma non aiuta a diminu- ire la sfiducia della piazza per il Palazzo...

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